Cattivi compleanni (Patrizia Carrano)
[...] Allora era rimasto il nonno, di cui si serviva, come faceva con la tata, considerandolo un pover'uomo un po' all'antica, onesto fino alla banalità. Su di lui, che aveva gli occhi di un cane paziente, sfogava il malumore del suo faticoso matrimonio. Il nonno subiva le cattiverie più gratuite con aria di mesta rassegnazione, felice d'avere con sè per qualche giorno la figlia "e la sua bella nipotina" per la quale ogni mattina comperava un panettoncino Motta [...].
Questo libro è sconosciuto ai più, io l'ho trovato per caso e mi è entrato dentro: descrive a perfezione le piccole grandi ferite che caratterizzano una vita, una di quelle vite in apparenza "normali". E racconta benissimo il vissuto interiore delle donne che "da sempre cercano protezione e dialogo" nonostante gli uomini siano da sempre "fragili e muti". Consiglio a tutti di leggerlo. Io ho capito parecchie cose di me.
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