...Nonna Jana prese da un cassetto un lungo coltello affilato e lo legò alla gamba, sotto la sottana nera. Così le aveva insegnato sua madre.
- Cosa fai con quel coltello? - chiese il maiale, che si era svegliato, e fiutava l'aria col grifo. - I patti erano che dovevi scannarmi l'anno prossimo.
- Non dubitare, porcetto - disse nonna Jana - qualcuno farà salsicce di te, ma non sarò io. Io morirò prima di te.
- E chi ti scannerà?
- Non lo so - disse nonna Jana.
- E faranno salsicce o ti cuoceranno in forno?
- Ci vorrebbe un forno ben grosso - rise nonna Jana - no, mi scanneranno e basta. Mi faranno morire di dolore. E niente salsicce.
- Ti ammazzeranno e non se ne faranno niente?
- Così si usa tra noi uomini. Qualcuno mi ricorderà per il segno di coltello che gli lascerò in faccia. Qualcuno mi ricorderà perchè mi voleva bene, e penserà sempre, ogni notte, alla vecchia nonna Jana.
- Lo spero per te - disse il maiale - ma dai retta a me: le salsicce si ricordano ancora di più.
In un mondo dominato dall'industria bellica e da quella dell'informazione si decide di organizzare una grande festa per celebrare il decimo anniversario dellla guerra. Ma i progetti degli organizzartori saranno intralciati dalla lotta che si viene a creare tra spiriti che vorrebbero assecondare la smania di distruzione degli uomini e spiriti che vogliono invece salvarli.
Benni ha sempre una scrittura colta e ironica, e una sbrigliata fantasia.
Questo libro è di qualche anno fa, l'ho scelto perchè aderisce meglio degli altri al tema del giorno. Il libro è disseminato di personaggi che si ispirano a italiani "illustri", molto ben riconoscibili (per esempio Berlanga, il re delle televisioni) e ricco di situazioni grottesche, divertenti e no.
Mbè, dov'è il ranocchio?