Squola

consigliato da PV64 | giovedì, 24 aprile 2008 | 05:58
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Le Elezioni

consigliato da Mros | domenica, 13 aprile 2008 | 03:29
 
Giorgio Gaber - L'elezioni - Liberta' Obbligatoria

Candidati

consigliato da PV64 | sabato, 12 aprile 2008 | 08:56
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Aspettando i barbari (Kostandinos Kavafis)

consigliato da Mros | giovedì, 10 aprile 2008 | 00:39
Che cosa aspettiamo così riuniti sulla piazza?
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Stanno per arrivare i Barbari oggi.

Perché un tale marasma al Senato?
Perché i Senatori restano senza legiferare?

E'che i barbari arrivano oggi.
Che leggi voterebbero i Senatori?
Quando verranno, i Barbari faranno la legge.

Perché il nostro Imperatore,
levatosi sin dall'aurora, siede su un baldacchino
alle porte della città,
solenne e con la corona in testa?

E' che i Barbari arrivano oggi.
L'Imperatore si appresta a ricevere il loro capo.
Egli ha perfino fatto preparare una pergamena
che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.

Perché i nostri due consoli e i nostri
pretorisfoggiano la loro rossa toga ricamata?
Perché si adornano di braccialetti d'ametista
e di anelli scintillanti di brillan ti?
Perché portano i loro bastoni preziosi
e finemente cesellati?

E' che i Barbari arrivano oggi e questi oggetti
costosi abbagliano i Barbari.

Perché i nostri abili retori non perorano
con la loro consueta eloquenza?

E' che i Barbari arrivano oggi.
Loro non apprezzano le belle frasi
né i lunghi discorsi.

E perché, all'improvviso,
questa inquietudine e questo sconvolgimento?
Come sono divenuti gravi i volti!
Perché le strade e le piazze si svuotano
così in fretta e perché rientrano tutti a casa
con un'aria così triste?

E' che è scesa la notte e i Barbari non arrivano.
E della gente è venuta dalle frontiere dicendo
che non ci sono affatto Barbari...

E ora, che sarà di noi senza Barbari?
Loro erano comunque una soluzione

Er compagno scompagno (Trilussa)

consigliato da Mros | mercoledì, 09 aprile 2008 | 01:03
gatto copiaUn Gatto, che faceva er socialista
solo a lo scopo d'arivà in un posto,
se stava lavoranno un pollo arosto
ne la cucina d'un capitalista.
Quanno da un finestrino su per aria
s'affacciò un antro Gatto: - Amico mio,
pensa - je disse - che ce so' pur'io
ch'appartengo a la classe proletaria!
 
Io che conosco bene l'idee tue
so' certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me... Semo compagni!
 
- No, no: - rispose er Gatto senza core
io nun divido gnente co' nessuno:
fo er socialista quanno sto a diggiuno,
ma quanno magno so' conservatore!
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La cornacchia libberale (Trilussa)

consigliato da Mros | martedì, 08 aprile 2008 | 00:29
Una cornacchia nera come un tizzo,
nata e cresciuta drento 'na chiesola,
siccome je pijo lo schiribbizzo
de fa' la libberale e d'uscì sola,
s'infarinò le penne e scappò via
dar finestrino de la sacrestia.
Ammalappena se trovò per aria
coll'ale aperte in faccia a la natura,
sentì quant'era bella e necessaria
la vera libbertà senza tintura:
l'intese così bene che je venne
come un rimorso e se sgrullò2 le penne.
 
Naturarmente, doppo la sgrullata,
metà de la farina se n''agnede,
ma la metà rimase appiccicata
come una prova de la malafede.
- Oh! - disse allora - mo' l'ho fatta bella!
So' bianca e nera come un purcinella...
 
- E se resti così farai furore:
- je disse un Merlo - forse te diranno
che sei l'ucello d'un conservatore,
ma nun te crede che te faccia danno:
la mezza tinta adesso va de moda
puro fra l'animali senza coda.
 
Oggi che la coscenza nazzionale
s'adatta a le finzioni de la vita,
oggi ch'er prete è mezzo libberale
e er libberale è mezzo gesuita,
se resti mezza bianca e mezza nera
vedrai che t'assicuri la cariera.
 Trilussa0

La ballata delle madri (Pier Paolo Pasolini)

consigliato da Mros | sabato, 05 aprile 2008 | 01:56
 

 Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?

Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.

Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d'amore,
se non d'un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v'hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.

Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l'antico, vergognoso segreto
d'accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.

Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!

Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
-- nel vostro odio -- addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
È così che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.

Blog: tra protagonismo e depressione...

consigliato da PV64 | domenica, 30 marzo 2008 | 04:48
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1 Telecomando = 1 Cinema

consigliato da SP | giovedì, 27 marzo 2008 | 01:07

IL 27 MARZO AL CINEMA CON 1 EURO

Il 27 marzo, ANEC, ANEM e ANICA in collaborazione con il MiBAC,  Direzione Generale per il Cinema e l ’AGIS, Associazione Generale Italiana per lo Spettacolo,  promuovono l’ingresso ad 1 euro nelle sale cinematografiche che aderiscono alla Settimana della Cultura,

portando da casa il telecomando della Tv.

Telecomandi

| L'elenco delle sale aderenti è reperibile qui |

 

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Quello che non si doveva dire (Biagi Enzo)

consigliato da SP | martedì, 25 marzo 2008 | 20:19

[...] ...quando Grass mi ha parlato di pluralità e rispetto delle culture. Da noi, in Italia, forse non ci sono mai state veramente, o comunque, negli ultimi anni si sono appannate. Siamo un popolo generoso nel momento del bisogno, la nostra storia lo dimostra, ma non c'è dubbio che dai guelfi e ghibellini gli italiani sono sempre stati contro, meglio divisi [...]

Enzo Biagi, Quello che non si doveva dire, RCS 2006, Ed. Oro Rizzoli, naturalmente, pag. 123.

Nel ruzzolare precipitosamente verso l'ennesima elezione della nostra storia repubblicana ripensiamo al giornalista Biagi e ci sovvengono le domande che ci sarebbe piaciuto ascoltare, ma che con scientifica probabilità non metteranno in imbarazzo nessuno anche questa volta.

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